La Tecnica dello Sbalzo


La Tecnica di lavorazione dello sbalzo, tipicamente usata per i metalli preziosi quali l’argento e l’oro, è tuttavia utilizzata anche per il rame e il bronzo e consiste nel ridurre in lamina sottile il metallo e poi farne risaltare in rilievo, modellando in negativo la raffigurazione.
Già i Sumeri conoscevano ed utilizzavano questa tecnica tramandata poi ai Greci e successivamente ai Romani. Il Medioevo vantava ad esempio splendide opere a sbalzo, specie nel periodo carolingio. Fu proprio il monaco Teofilo nel “De diversis artibus” a lasciarci una accurata descrizione del procedimento dello sbalzo.
Le tecniche della lavorazione diretta delle lamine in vari materiali erano usate per decorare oggetti d’uso ed anche le grandi statue venivano realizzate martellando lamine metalliche. La lamina più o meno spessa poteva così essere modellata a rilievo lavorando con punzoni detti “Bulini per sbalzo” la superficie dall’interno quindi in negativo (tecnica dello sbalzo) mentre martellando dall’esterno per lamine più spesse in modo che la lamina si adattasse. (tecnica della martellatura)
E’ interessante notare come questa tecnica sia stata ritrovata in Grecia tra il V e IV secolo, quindi in epoca tarda considerando il carattere arcaico del metodo.




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